Il quadro normativo di riferimento
La normativa comunitaria sul trasporto combinato risale alla Direttiva 92/106/CEE, che ha stabilito le regole relative a determinate operazioni di trasporto combinato di merci tra Stati membri. Tale direttiva è stata oggetto di revisione nel corso degli anni successivi, con proposte di aggiornamento da parte della Commissione europea per allinearla agli obiettivi di decarbonizzazione del sistema dei trasporti previsti dal Green Deal europeo.
In Italia, il recepimento delle direttive europee e la regolamentazione del settore sono gestiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre le specifiche tecniche per l'accesso alla rete ferroviaria nazionale fanno capo a RFI (Rete Ferroviaria Italiana).
Terminal intermodali italiani
La rete dei terminal intermodali italiani è distribuita prevalentemente nell'Italia settentrionale, in prossimità dei principali distretti industriali e dei valichi alpini. I nodi di maggiore traffico si concentrano nelle aree di Milano, Torino, Verona e Bologna, con estensioni significative verso i porti di Genova, La Spezia e Trieste.
Interporto di Bologna (SITO)
L'interporto di Bologna è uno dei maggiori nodi logistici dell'Italia centrale. Dispone di terminal ferroviario con raccordo diretto alla rete RFI e di vaste aree doganali. La sua posizione al crocevia tra i corridoi adriatico e padano ne fa un punto di transito rilevante per i flussi merci tra nord e centro-sud Italia, nonché per le relazioni con i Paesi del Maghreb tramite i traghetti dal porto di Ancona.
CIM di Novara
Il Centro Intermodale Merci di Novara è collocato in una posizione strategica rispetto ai valichi del Sempione e del Gottardo. Gestisce flussi combinati verso Germania, Svizzera e Olanda, con connessioni regolari ai principali hub ferroviari nord-europei. È collegato via ferrovia alle aree portuali di Genova e La Spezia.
Terminal di Verona Quadrante Europa
Il Quadrante Europa di Verona è il più grande terminal intermodale italiano per numero di unità trattate. La sua posizione baricentrica rispetto alle direttrici del Brennero, del Tarvisio e dell'autostrada A4 lo colloca come snodo principale per i traffici con l'Europa centrale e orientale. Gestisce sia traffico combinato accompagnato (autostrada ferroviaria) che non accompagnato (container e casse mobili).
Operatori di trasporto combinato
Gli operatori di trasporto combinato (OTC) in Italia svolgono la funzione di intermediari tra il mittente della merce e i vettori ferroviari e stradali. Tra i principali operatori attivi sul mercato nazionale figurano Hupac, Kombiverkehr, Cemat e TX Logistik, che offrono servizi regolari su rotte definite con frequenze settimanali prestabilite.
L'autostrada ferroviaria alpina (AFA) tra Aiton (Francia) e Orbassano (Torino) è un esempio di trasporto combinato accompagnato, dove il semirimorchio stradale viaggia sull'apposito carro ferroviario attraverso il tunnel del Frejus.
Confronto modalità di trasporto combinato
| Tipologia | Unità di carico | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Non accompagnato | Container, cassa mobile | Solo la merce viaggia sul treno, il camion resta al terminal |
| Accompagnato (ferroutage) | Semirimorchio stradale | Il semirimorchio con conducente sale sul treno |
| Roll-on/Roll-off ferroviario | Veicoli completi | Veicoli guidati direttamente sul carro piatto |
Incentivi e politica di settore
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gestisce il Ferrobonus, un regime di contribuzione a favore degli operatori che trasferiscono flussi di traffico dalla strada alla ferrovia. Il contributo è calcolato in relazione al numero di treni*km prodotti su determinati corridoi e alle unità di trasporto intermodale (UTI) movimentate. Le specifiche del regime variano annualmente in funzione delle risorse disponibili e delle priorità di politica dei trasporti.